STUDIO ARCHITETTO ALESSANDRO BARCIULLI
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© 2020 by Studio Architetto Alessandro Barciulli

Restauro e risanamento conservativo del Molin Nuovo delle Balze

Il Molin Nuovo delle Balze con la sua altitudine di 1064 m sul livello del mare è il più alto di quel complesso sistema di 165 mulini che gravitavano sul bacino imbrifero del Marecchia.

 

I mulini, dal punto di vista della loro diffusione, sono medioevali ed in particolare si svilupparono, nel Montefeltro e nel bacino della Valle del Marecchia,  nell’alto medioevo quando queste zone, con il consolidamento del sistema feudale e l’aumento demografico, acquistarono un’individualità regionale che è alla base della futura fisionomia antropica della regione.

 

I mulini con il loro antico ruolo di attrazione, repulsione ed integrazione demografica raccontano la storia dei luoghi vincolandoli ad una unità culturale con la comunità che lì si è insediata. 

La storia della tecnologia molitoria è antica ed ha portato, per percorsi storici e per aree geografiche, a scegliere soluzioni diverse a seconda delle fonti di energia disponibili. I mulini di queste zone lavorano con sistemi molitori, detti idraulici, che traggono l’energia necessaria al movimento delle macine dalla forza dell’acqua.

Questo progetto nasce dalla considerazione del mulino protagonista nel territorio, nell’etnografia e nella cultura per la rilevanza tecnologico, storico ed economica  che riveste e per il valore che esprime quale contenitore di simboli e azioni rituali legate alle credenze popolari del luogo.

Il Molin Nuovo, insieme ai coltivi, ai poderi, al nucleo rurale e alle mulattiere, è un forte segno antropico che costituisce quella fitta trama che si sovrappone, integrandola e modificandola, alla struttura fisica del territorio e che origina quel tessuto che si suole chiamare paesaggio.

Chi viene a visitare questi luoghi deve ritrovare quelli che con una felice espressione vennero chiamati “ i sentieri dei passi perduti”. Il recupero dell’edificio, secondo le tecniche artigianali del luogo,  è stato lo strumento per ricreare agli occhi e nell’anima del viaggiatore quei segni che sono testimonianza dei mezzi di produzione, del modo di costruire, della organizzazione e degli schemi sociali, economici e culturali della società che è vissuta in quel luogo e che li ha prodotti.